Cammino nel buio, tra ombre che non parlano, un fantasma mi accompagna, in silenzio, senza volto, né forma, né nome.
Ogni passo è un'eco che ritorna, un ricordo che non ha pace. Gli anni si sovrappongono come veli, ma questo dolore, questo peso, resta immutato.
La vita scivola via, come acqua che non trova mai la sua direzione, e io rimango qui, a guardare, come se fossi parte di qualcosa che non mi appartiene. Non mi sento più viva, eppure sono qui, a respirare l'aria che non riesce a farmi sentire.
Il mio cuore è una prigione, in cui i sogni si arrendono prima di esistere. Ogni speranza si frantuma come vetro che non riesce a rimanere intero. Non c'è una via di fuga, nessun rifugio per me.
A volte mi chiedo se qualcuno si accorga di questo silenzio, di come le parole si perdano nella mia gola, di come i gesti siano diventati vuoti, di come mi perda nel peso di un "fantasma" che non posso scacciare. Ogni giorno, lo vedo, e ogni giorno, mi lascia senza respiro.
Ma è una solitudine che conosco troppo bene, una compagna silenziosa, che mi racconta storie che non ho mai voluto sentire, che mi mostra ferite invisibili che non posso curare. Eppure resto, immobile, nel buio, con il mio fantasma.