ATTO I - LE RADICI DEL PECCATO (scena 1 – il racconto del cantastorie)
Un sipario di velluto. Una luce fioca, dorata. Il rumore lieve di una cetra, o del vento tra gli alberi. Il palco è quasi vuoto, salvo una figura al centro: il Cantastorie. Porta un lungo mantello, forse uno strumento appeso alla schiena. Ha l'aspetto di chi ha vissuto secoli, eppure parla con voce senza età.
CANTASTORIE: (con lentezza, come se stesse aprendo un libro invisibile) C'era un tempo... prima del tempo che ricordiamo. Un tempo di guerra, di sangue sulle radici degli alberi, di giuramenti spezzati e promesse fatte al cielo con mani ancora sporche di terra.
Una luce rivela una parte del palco: un giardino in rovina. Due grandi alberi, spezzati. L'erba alta, dimenticata. Il tempo è sospeso.
CANTASTORIE: Due casate. Due fuochi, una cenere. Gli Elenari, signori della Luce Antica. I Vaelkir, custodi dell'Ombra Dormiente. Amarono la stessa terra... ma la vollero ognuno a suo modo.
Una luce rivela una parte del palco: un giardino in rovina. Due grandi alberi, spezzati. L'erba alta, dimenticata. Il tempo è sospeso.
CANTASTORIE: Dalla guerra nacque una tregua. E dalla tregua, un inganno. Ma anche... un amore. Oh sì. Un amore così puro da non avere forma, e per questo... destinato a spezzare ogni cosa.
Una musica dolce s'intreccia nell'aria. Le luci cambiano, il giardino si trasforma lentamente in un luogo incantato: fiori che sbocciano sotto la luna, due figure appaiono in penombra, distanti ma legate da uno sguardo.
CANTASTORIE: Elyne, figlia degli Elenari. Lirion, principe dei Vaelkir. Due nomi sussurrati nel vento. Due destini in attesa di una fine che nessuno osò scrivere
Pausa. Il Cantastorie abbassa lo sguardo. La luce torna su di lui.
CANTASTORIRE: Questa... è la storia della Promessa. Di ciò che fu, di ciò che è tornato. E di ciò che forse... potrà ancora salvarsi.
Buio. Una campana lontana risuona. La scenacambia.
ATTO I – LE RADIFI DEL PECCATO (SCENA 2 – L'AMORE E LA TREGUA)
La scena si apre in un giardino segreto, al confine tra due mondi. Il chiarore della luna filtra tra i rami degli alberi intrecciati. Il canto notturno di un uccello lontano. Il suono dell'acqua che scorre in una fontana antica. Una figura cammina piano: è ELYNE. I suoi abiti sono chiari, leggeri come la nebbia. I suoi occhi brillano di qualcosa che somiglia alla speranza. In mano tiene una lettera sigillata..
ELYNE: (guardandosi attorno, sottovoce) Ogni notte, il sentiero è più oscuro. Eppure i miei piedi sanno dove andare, come se il cuore avesse memoria di un cammino che non ho scelto... ma che aspetto da sempre.
Una voce, da fuori scena, la chiama con dolcezza.
LIRION: (fuori scena) Elyne.
Elyne si volta. Dalle ombre emerge LIRION. I suoi abiti sono più cupi, ma eleganti. Porta con sé una rosa nera, lucida di rugiada.
LIRION: (sorridendo) Hai portato la luce, ancora una volta. Anche in mezzo alla notte.
ELYNE: (avvicinandosi a lui) E tu... porti l'inquietudine. Come sempre.
Si fermano vicini, ma non si toccano. Tra loro c'è desiderio, ma anche timore.
LIRION: (sommesso) C'è qualcosa che dovresti sapere. Questa tregua... non è altro che un sussurro che il vento porterà via.
ELYNE: (lo guarda) Lo so. Ogni parola detta dai nostri padri è una pietra posta sulla nostra fine.
Silenzio. Le cicale cantano per un istante, poi si tacciono. Elyne gli porge la lettera.
ELYNE: Questa è la mia risposta alla tua domanda. Al tuo sogno.
Lirion prende la lettera, ma non la apre subito. La stringe tra le mani.
LIRION: Se dovessimo fuggire... se lasciassimo tutto alle spalle... ci troverebbero? Ci maledirebbero?
ELYNE: (sospirando) Sì. E forse... a maledizione sarebbe il prezzo dell'amore.
LIRION: Dialogo (didascalia interna che riguarda solamente il personaggio in questione) Dialogo.
Un rumore tra i cespugli. Elyne si irrigidisce. Le luci si abbassano leggermente.
LIRION: (non abbassa lo sguardo) Ci osservano, Elyne. La tregua non è pace. È solo silenzio prima della rovina.
ELYNE: (rapida, sussurrando) Allora promettimi che, qualunque cosa accada... ricorderai questo istante. Il giardino, la luna, la tua mano che non ha toccato la mia per non romperla... la Promessa.
LIRION: To giuro... su tutto ciò che è rimasto puro in me... che ricorderò.
Si avvicinano. Si sfiorano le dita. Un attimo sospeso. Poi un'ombra si muove sul fondo della scena. Lirion si scosta.
LIRION: Devi andare. Ora.
ELYNE: E tu?
LIRION: Io sono già dove non dovrei essere.
Elyne esita un attimo, poi svanisce tra gli alberi. Lirion resta solo. Una voce fuori scena sussurra, glaciale:
VOCE: Così cade la prima foglia dell'albero antico.
Lirion si volta di scatto. Buio. Un suono lontano di tamburi, lento, presagio di guerra.
ATTO I – LE RADICI DEL PECCATO (SCENA 3 - IL BANCETTO E LA MALEDIZIONE)
Una grande sala. Arazzi dorati e candele ovunque, come per nascondere il freddo che abita tra le pareti. Un lungo tavolo, colmo di cibo e coppe d'argento. Si festeggia la tregua tra le casate: la casa di Elyne e quella di Lirion. Ma l'atmosfera è tesa, forzata, come una corda pronta a spezzarsi.
Tra gli invitati, THALEN, padre di Elyne, un uomo severo, dallo sguardo freddo. MARZANN, madre di Lirion, è presente anch'ella, avvolta in un mantello nero e rosso. Il Narratore entra, lentamente..
NARRATORE: (tra le ombre, con voce lenta e ipnotica) E venne la notte della tregua, vestita d'oro, col passo lieve. Ma nessuna pace nasce dal veleno, quando il cuore non conosce perdono. Un brindisi, una risata, e il tempo si spezza.
Alzandosi dal tavolo, THALEN pronuncia un discorso. La sala tace.
THALEN: In questo giorno — che alcuni chiamerebbero storico — io alzo il calice. Non per amore, non per amicizia. Ma per il sangue che non sarà versato. Per ora..
I presenti brindano, alcuni con sincerità, altri con timore. Elyne e Lirion si guardano da lati opposti della sala, incapaci di toccarsi. Marzann si alza.
MARAZANN: (beffarda) Che la pace possa durare quanto un sogno. E che nessuno osi svegliarsi...
Un servitore entra con una coppa diversa da tutte le altre, su un vassoio scuro. Viene posata davanti a THALEN.
THALEN: Questo è il brindisi che conta. A chi è pronto a sacrificare quel che ama... per ciò che teme.
Beve. Il silenzio si fa improvviso. Il volto di Thalen si contrae. Una scossa, un grido, la coppa cade a terra.
Panico. Elyne si alza di scatto, corre verso il padre, ma Thalen è già riverso sul pavimento. Gli occhi aperti, fissi nel nulla.
ELYNE: (urla) Padre! No! Non può essere...
MASAZANN: (fredda, imperturbabile) Chi semina veleno, raccoglie morte.
LIRION: (guardandola, sconvolto) Cos'hai fatto?
MARAZANN: Solo ciò che il destino chiedeva. È troppo tardi per salvare l'albero. Ma forse... qualcosa crescerà tra le sue radici
Un'anziana donna entra, avvolta da veli: è SELENE, la veggente. Cammina tra i presenti come se li vedesse da dentro.
SELENE: (come in trance) È scritto. È stato scritto prima che il mondo avesse nome. Dal sangue innocente nascerà il fuoco. Una figlia. Un'ombra. Una maledizione che dorme nel grembo della luna. E quando verrà il tempo, nessuno saprà da che parte guarda il sole.
Pausa. Tutti tacciono. Elyne è inginocchiata accanto al padre. Lirion la guarda, poi si volta e se ne va, lentamente, senza voltarsi.
Le luci calano. La veggente si allontana, sussurrando parole incomprensibili.
NARRATORE: (mentre cala il sipario) Cosìfinì la notte della pace, e cominciòl'eco della maledizione. Non si vedeancora il volto della bambina, ma giài cieli si oscurano al suo nome. Eciò che fu amore... diverrà prova. Ciò che fu giuramento... sarà catena.