Ci sono giorni che somigliano al mare, inquieti, profondi, e ci ancorano a qualcosa che non sappiamo nominare. Poi c'è il sabato, il nostro rifugio, quando il tempo si ferma e non importa che il mondo fuori continui a girare.
Abbiamo camminato su strade sconnesse, tra le rovine dei nostri silenzi e i lampioni che accendevano promesse. Tu, con la tua forza sottile, un ponte teso tra il mio caos e la quiete che non trovavo mai.
Il sabato è stato il nostro patto tacito, una danza senza parole. Ci siamo raccolte nei frammenti, ricucendo i bordi di un cuore stanco che imparava a battere al ritmo della tua voce.
Abbiamo visto inverni travestiti da primavere, e giorni grigi trasformarsi in tramonti dorati. Tu eri lì, mentre il resto sfumava, una costellazione che non si spegne.
Non importa quanti sabati ci restano, quanti ne perderemo nei vortici del tempo. Ci saranno sempre per noi, un angolo dove posare le armi, una notte che non deve spiegarsi.
Nei sabati del nostro mondo, tu sei stata il faro e io la barca cheimparava a non naufragare.