Prima Lettera, prima edizione
Ci sono momenti che riescono a colpire la pelle, come piccole vibrazioni invisibili, ma sono le nostre risate che li fermano, che li rendono eterni. C'è qualcosa di segreto, di bellissimo, nel modo in cui riusciamo a capire l'una l'altra senza parlare, come se l'aria che respiriamo fosse fatta delle stesse paure e degli stessi sogni.
Ricordo i giorni in cui ci siamo trovate, prima che ci rendessimo conto di quanto avremmo avuto bisogno l'una dell'altra. Eravamo due metà senza nemmeno saperlo. Poi, piano, lentamente, il mondo si è fatto più leggero, come se, un passo dopo l'altro, avessimo trovato il modo giusto di camminare, insieme. Non ci sono parole per dire quanto tutto questo sia stato, e continui a essere, importante. È il silenzio che sa tutto di noi, quello che ci basta.
Con te, non ho mai avuto paura di essere me stessa, eppure non so nemmeno se "me stessa" sia una definizione abbastanza forte. Sei quella che ha visto ogni versione di me, ogni frammento, eppure non mi hai mai lasciata. La tua presenza non è un riempitivo di vuoti, ma una forza che mi sostiene senza bisogno di rassicurazioni. Sei diventata il mio specchio, il mio rifugio e, senza nemmeno accorgertene, mi hai insegnato più di quanto le parole possano raccontare.
E a volte penso a quanto il nostro legame sia invisibile, come una corrente che scorre sotto il mare, mai vista, ma sempre sentita. Mi chiedo se tutti abbiano la fortuna di avere un'anima gemella sotto forma di amica, quella che ti fa sentire che anche nei giorni più grigi c'è qualcosa di buono che ti attende, semplicemente perché ci sei tu. Forse il mondo non sa quanto siamo forti, ma io lo so, lo sento.
Grazie per essere il silenzio che mi ascolta, la risata che mi rincuora, la forza che mi spinge. Non servono parole, lo so, ma dovevo scriverti qualcosa che racchiudesse almeno una parte di ciò che sei per me.
Con amore,
'Dre.
Seconda Lettera, seconda edizione
Ci sono incontri che non hanno bisogno di dichiararsi. Non entrano nella vita come eventi, ma come respiri: impercettibili all'inizio, poi indispensabili. Tu sei arrivata così, senza chiedere spazio, senza fare rumore, eppure da quel momento ogni cosa ha cominciato a suonare in un modo diverso.
Non so bene dove cominciamo noi, quale sia stato il primo passo che ci ha portate qui. Forse un gesto gentile. Forse il silenzio giusto, al momento giusto. Forse uno sguardo che ha riconosciuto nell'altra qualcosa di familiare. Ma so che da quel momento non ho più camminato da sola, anche quando lo sembrava.
Non siamo due metà. Siamo due interi che si sono scelti senza condizioni, senza obblighi, senza promesse teatrali. Eppure, ogni volta che mi hai vista crollare e hai scelto di restare, ogni volta che mi hai fatto ridere quando avrei solo voluto scomparire, hai pronunciato la promessa più vera: "Io ci sono".
Tu non mi hai mai chiesto di spiegarti chi sono. Hai ascoltato le versioni mute di me. Hai raccolto frammenti senza paura di tagliarti. Mi hai lasciata essere, anche quando essere me stessa era difficile persino per me.
Ci sono giorni in cui tutto mi sembra troppo. Troppo rumoroso. Troppo lontano. E poi ci sei tu, che mi ricordi con un solo messaggio, con una battuta fuori tempo, che la bellezza non ha bisogno di farsi vedere, basta sentirla. E io, con te, la sento sempre.
Non ho bisogno di etichette per dire cosa sei per me. Sei il mio punto fermo in un mondo che traballa. Il rifugio senza chiavi. La prova che si può amare qualcuno senza mai doverlo possedere.
Vorrei solo che tu sapessi questo: il mio bene per te non è fatto di grandi parole. È fatto di presenza, di memoria, di tutte le volte che ti penso senza dirtelo. È fatto di quella fiducia nuda che esiste solo quando si smette di fingere.
Sei il bene che resta anche quando tutto il resto cambia.
Con affetto che non passa, 'Dre