C'era una volta un luogo dove le fiabe non finivano mai. Un luogo nascosto tra le pieghe della notte, dove le parole sussurrate dai narratori restavano sospese nell'aria, come polvere di stelle.
Si dice che, quando l'ultima storia viene raccontata e il libro si chiude, non sia davvero la fine. Le ombre danzano ancora nei boschi, i sussurri riecheggiano tra le rovine dei castelli, e da qualche parte, al confine tra sogno e realtà, qualcuno aspetta ancora di essere ricordato.
Ogni storia lascia una traccia, anche quando sembra svanire nel tempo. Forse è l'eco di un giuramento pronunciato sotto la luna, il battito d'ali di un destino mai compiuto, o la carezza del vento che porta con sé nomi dimenticati. E mentre le pagine ingialliscono, le storie trovano altri modi per sopravvivere: nei racconti bisbigliati a lume di candela, nelle promesse che risuonano nel cuore di chi le ha udite, negli occhi di chi non ha mai smesso di credere.
Perché le fiabe non muoiono mai. Cambiano forma, si nascondono negli angoli delle notti d'inverno, si celano nei sogni di chi ascolta. E anche quando pensiamo di averle lasciate indietro, loro ci aspettano, silenziose e fedeli, pronte a tornare.
E tu, lettore, un giorno tornerai a cercarle.