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Rileggermi è stato come incontrare una sconosciuta. Una sconosciuta che ero io.

Pubblicato il 21/09/2026

È partito tutto con un progetto su Wattpad: un invito a riscoprire vecchi scritti, rileggerli, riproporli. Inizialmente mi è sembrato un esercizio come un altro, un modo per rimettere mano a parole dimenticate. Ma non avevo previsto cosa avrei trovato.

Sono riaffiorate pagine intere scritte da una me che avevo rimosso. Una me convinta di sapere cosa fosse giusto, cosa fosse bello, cosa fosse “degno”. Una ragazza che usava la scrittura come specchio e come palco. Che giudicava generi musicali, stili di vita, scelte altrui con la sicurezza tipica di chi vuole disperatamente essere vista. Mi sono letta mentre deridevo ciò che non capivo. Mi sono osservata mentre costruivo personaggi femminili pieni di desiderio, di fame d’amore, di bisogno di essere speciali. In quei testi si sente il bisogno struggente di essere scelta, di essere notata, di essere importante per qualcuno.

Fa quasi male, rileggersi così. Ma è un male che guarisce.

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Deirdre Foreman
Uno spazio dedicato alla narrazione come struttura dell'esistenza. Ogni parola è un mattone, ogni storia è una forma che combatte l'assenza.
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Perché oggi, nel 2025, qualcosa è cambiato. Non tutto, certo, ma qualcosa sì. La persona che ha scritto quelle pagine e quella che le sta leggendo adesso sono diverse. Una volta avrei rimosso, cancellato, fatto finta di nulla. Ora invece riconosco. Riconosco le fragilità, gli errori, il bisogno. E in tutto questo, riconosco anche la forza. Quella di chi, inconsapevolmente, si stava già raccontando per imparare a conoscersi.

Questo è un traguardo che non credevo possibile. La consapevolezza. La capacità di guardarsi con sincerità. Di rileggersi senza giudicare, ma con affetto. Di vedere la crescita, la distanza, il cammino fatto.

Non è solo un esercizio. È una rivelazione.

Invito chiunque scriva a farlo: aprite quelle vecchie cartelle, riscoprite quei racconti adolescenziali, quei pensieri acerbi. Non per ridere, non per vergognarvi. Ma per riconoscere chi siete stati. Per vedere da dove siete partiti. Perché a volte, per capire davvero chi siamo oggi, dobbiamo avere il coraggio di incontrare chi eravamo ieri.

E chissà, forse anche ringraziarlo.